mercoledì 19 marzo 2014

Pesci, gamberi e granchi

Louis Renard visse tra Sei e Settecento e nella sua vita fece un po' di tutto, dalla spia all'editore. Ed è proprio grazie al suo lavoro editoriale che oggi possiamo ammirare questa meraviglia di libro: animali, veri e immaginari - c'è catalogata pure una sirena, per dire - trovati intorno alle Molucche (lui tra l'altro probabilmente manco c'era mai stato) e alle terre del sud, come si legge. Il libro, pubblicato nel 1718, è uno dei primi trattati di biologia marina a colori. E che colori, i disegni sono bellissimi, circondati da diversi commenti in tre lingue: olandese, francese e malese.
Fishes, Crayfishes and Crabs, è composto da 100 tavole con circa 460 disegni, per la precisione 415 pesci, 41 crostacei, due insetti stecco, un dugongo e una sirena. Fin da subito non fu preso molto sul serio, soprattutto per via dei colori sgargianti e lontani dalla realtà, e certo per alcune bizzarre figure: per tutti gli studiosi questo è sempre stato 'solo" un libro di creature fantastiche. Tuttavia, con un'analisi più attenta presso l'Università di Washington, alcuni studiosi si sono resi conto che in molti casi le specie raffigurate, sirene e colori a parte, corrispondono a precise specie animali, realmente conosciute. E' una scoperta che rende il libro e il suo editore ancora più affascinanti, difficile ricostruire con esattezza la loro storia. Come spesso accade il bello sta sul confine, tra realtà e immaginazione. 










giovedì 27 febbraio 2014

Adotta un segno

 Scatola di blocchi di stampa d'epoca in legno

Le adozioni mi piacciono, adotto di tutto, dai pinguini per le nipoti alle parole in estinzione. Immaginate come mi sono esaltata a scoprire (via Terminologia) che domani, venerdì 28 febbraio, a Recanati inizia "Adotta un segno": iniziativa promossa dal Comune di Recanati e da Scritture Brevi per promuovere la cultura dei segni. Numerosi studenti saranno coinvolti nell'iniziativa che vuole dare spunti per conoscere e approfondire l'uso e il significato di simboli più o meno quotidiani. Se ci pensate non ci prestiamo mai attenzione ma sono ovunque: punteggiatura, segnali stradali, icone di ogni tipo, emoticon (valgono? credo di sì). Come influenzano la nostra comunicazione e il nostro modo di esprimerci? E poi, tutto quello che ci si può fare! basta una manciata di punti e virgole e puoi:

  • Fare faccine buffe: <:- :=")~~, " amp="" b="" nbsp="">':-/, {:-), }:-|,  :/,  :D,  :P,  :o,  :(,  :X, ... 
  • Fare ritratti
  • Fare giochi di senso
    Vignetta di Bizarro 
  •  Aprire la mente e pensare a tutti gli altri modi possibili e non ancora inventati... (Sì, che ci state pensando!)
  • ...

Su twitter stanno già postando cose molto suggestive #adottaunsegno...
Ecco, mi son giocata la serata :D .

 


martedì 18 febbraio 2014

Neutrini che corrono e rane che volano, ma forse no

Geni, questi sono dei geni, tutti a casa a rosicare. Che uno poi dice ma come ti è venuto, misteri della creatività (diciamo). Si tratta di un paper, anzi no di un abstract, “the best abstract ever” e il più corto aggiungerei. 
Siamo nel fantastico mondo della fisica delle particelle. Nel 2011 i ricercatori del laboratorio nazionale del Gran Sasso facendo degli esperimenti per il progetto OPERA (Oscillation Project with Emulsion-tRacking Apparatus) giunsero a una conclusione alquanto sensazionale destando non poche critiche e perplessità. Stando ai risultati di questi esperimenti i neutrini correrebbero più veloci della luce, contraddicendo una delle leggi fondamentali della fisica moderna e la teoria della relatività ristretta di Einstein secondo cui invece, detta in soldoni, niente nel vuoto si muove a una velocità superiore a quella della luce (299,792,458 metri al secondo). 
Tra gli scienziati in prima fila a contestare questi dati c’era anche Micheal Berry fisico dell’Univeristà di Bristol, nel Regno Unito, il quale col suo gruppo pubblicò lo stesso anno un paper in risposta (e polemica direi), ecco l’abstract (The best ever): 





Geni della comunicazione (ché lo scienziato medio diciamocelo...): il titolo è una domanda: Can apparent superluminal neutrino speeds be explained as a quantum weak measurement? 
Abstract: Probably not

Fantastico. Ma cosa ci si poteva aspettare da uno scienziato che già nel 2000 aveva vinto con Andre Geim l’IgNobel per la fisica per aver fatto levitare una rana usando dei magneti? 




Solo, uno guarda questi lavori e pensa alla bravata di qualche studente o giovane postdoc un po’ zelante, poi va a vedere e scopre che il professor Michael Berry, classe 1941, editor dei Proceedings of the Royal Society è tutt’altro che un pivello. E forse questo è il punto...

E anche il bello di invecchiare, con l'esperienza fai le cose con più leggerezza (attenzione non ho detto superficialità), all’urlo del ”ca’... mene” ti concedi di divertirti.

lunedì 27 gennaio 2014

Oggi vorrei che ascoltaste. Ci sono un sacco di immagini, fotografie, testimonianze, poesie, racconti, parole vive che sono però sempre lì lì sul punto di perdersi in un'eco lontana. E a volte per capire certe cose basta meno. E a volte serve anche il silenzio, certo, non un silenzio qualunque, quello di quando ci si ferma e si cerca di riprendere fiato.
Sono rimasta colpita dal lavoro di Francesco Lotoro, pianista e direttore d'orchestra, che ha raccolto e studiato la produzione musicale delle persone rinchiuse nei campi di sterminio nazisti. È una raccolta enciclopedica che racconta tanto e credo riesca a toccare corde che la nostra razionalità può solo sfiorare. Non mi sento di aggiungere altro, ascoltate

 

martedì 21 gennaio 2014

Il segno, la danza


Disegnare con il corpo, danzando. Lo fa Haether Hansen nella serie di performances-installazioni che realizza per la collettiva The value of a line in mostra presso la Ochi Gallery di Ketchum (Idaho) negli Stati Uniti (fino al 31 marzo 2014). Ci sono semplicemente lei, dei grandi fogli bianchi e le sue mani che con pezzi di carboncino fissano sulla carta i suoi movimenti




Una danza del segno a tutti gli effetti che non poteva non colpirmi: dopo la mia iniziazione alla calligrafia come sapete ho inizato a riflettere di più sul rapporto tra segno, inteso come gesto-azione, e corpo. Trovare un parallelismo tra il ritmo della scrittura e quello del corpo che danza, entrambi a suon di respiro e consapevolezza è stato utile, a sperimentare: provare a usare inchiostri, pennarelli, tutto ciò che capita e usare supporti diversi, ma soprattutto posizioni diverse, ritmi diversi. Come suggerisce la maestra calligrafa Monica scrivere stando in piedi contro la parete. Effettivamente cambia tutto: una dinamica e un’energia completamente diverse, nuove possibilità espressive. Scrivere a occhi chiusi staccandosi dalla forma e dal contenuto per concentrarsi sull segno e lasciarsi andare, una cosa che trovo spesso utile anche nella danza. Trovare il confine tra segno e azione scenica, giocarci. E certo diciamocelo non è che la mia calligrafia sia poi una gran bellezza, ma non m’importa, mi interessa ciò che sta sotto, tra l’inchiostro e la carta c’è il mio respiro.

venerdì 20 dicembre 2013

Fiori ai raggi X

Dei raggi X e del loro risvolto "artistico" avevo già parlato, e sì continuano ad affascinarmi perché ti permettono davvero, se hai l'idea giusta e sei un po' capace, di creare immagini bellissime. Proprio come fa Arie van't Riet, un fisico delle radiazioni che a furia di guardare immagini ai raggi X per lavoro ha avuto un'intuizione: una lastra assomiglia molto al negativo di una foto in bianco e nero; perché non provare a digitalizzarla, invertirla e aggiungerci un po' di colore con photoshop? Il risultato? Giudicate un po' voi...

Hanging begonia, chameleon.

Arie van't Riet ha tenuto una bella TEDx conference a Groningen, Paesi Bassi, lo scorso ottobre, merita. 

Dettaglio

Tulips








C'è di più. La scorsa estate presso l'orto botanico di Amsterdam è partita una mostra itinerante dove sono presenti anche le foto di Riet, si chiama Tropism 12 - Fotosynthese. È un progetto molto suggestivo creato dal Movement art tropism e raccoglie e offre un nuovo modo di guardare le immagini botaniche e vivere il mondo delle piante: foto ottenute al micoscopio elettronico, ai raggi infrarossi, ai raggi X, e se state sospettando sia roba kitsch dovrete ricredervi! 


Pollen.

Olive leaf with small umbrellas to prevent evaporation through the stomata.

Tradescantia pollen on stigma, some already melted.
Honesty.

Maple.


giovedì 19 dicembre 2013

Caccia al babbuino

È che stavo girellando in rete e ho trovato questo vintage di anatomia e ora non posso più farmene una ragione. Del fatto che non ce l'ho intendo. E niente se vi capita di trovarlo fate un fischio ché sì sono un po' fanatica ma questo è quello che succede a seguire la Popova e le bellissime pubblicazioni che riesce a trovare. Che nerd che sono a volte.


Atlas of Primate Gross Anatomy: Baboon, Chimpanzee, and Man by Daris R. Swindler and Charles D. Wood.